lunedì 4 giugno 2012

Borsa porta lavoro e ...Storia di una giornata di ordinaria follia



Metti una bella giornata di sole e un venticello piacevole, aggiungi una macchina da cucire, strisce di lino, ago e filo e magari anche una sartina in erba che ama alla follia il cucito creativo e ancora di più il patchwork.
 Facciamo che la sartina in questione è un po'...distratta XD Cosa ne verrà fuori??? Ora ve lo racconto...

Tornando a qualche post precedente (vedi QUI e QUI ) avevo alcuni WIP in corso che ora sono ultimati, il porta cartaigienica ve l'ho già mostrato, quello che ora vi narrerò si riferisce all'ultima foto.





















Qualcuna sapeva già che desideravo da tantissimo tempo una borsa portalavoro, che mi permettesse di portarmi in trasferta almeno una parte dell'attrezzatura e girando per internet se ne trovano anche a prezzi ragionevoli ma quando si hanno a disposizione le proprie capacità e il proprio ingegno, misto ad una buona dose di coraggio, perchè non  crearsela da sole???
Bene, allora mettiamoci all'opera visto che ci sono le carte giuste per un buon lavoro di cucito creativo!

Certo che la macchina fa davvero un suono strano, e il filo...mmmm...non tira bene, si arriccia...forse sarebbe meglio controllare la bobina. Smonto la macchina, tiro fuori la bobina, sistemo la spoletta, rimonto e riparto.
Arriccia ancora, cavolo! Magari è il filo superiore che si è uscito fuori guida, scuciamo la cucitura, smontiamo la spoletta e rimettiamo il filo.
Si riparte ma stavolta non solo il filo si aggroviglia ma si spezza anche l'ago. Cambiamo ago che magari non è della misura giusta, rimettiamo il filo in ordine e ripartiamo. Nulla da fare...comincio a pensare che non sia giornata e la macchina contiunua a fare un rumore strano.

Siccome noi non ci facciamo mancare mai nulla abbiamo attrezzato anche un numero da circo in cui la Nana si è divertita parecchio. Rismonto e rimonto entrambe le bobine, pulisco da eventuali residui il trasporto inferiore. Ora dovrebbe andare. Le ultime parole famose.

Non appesa premo il pedale l'ago, l'ennesimo ago si spezza e ancora attaccato al filo vola in aria e mi colpisce in faccia. Dolore! E la Nana scodinzola ( 'tacci sua!).
Inizio ad imprecare in ogni lingua conosciuta e non, elfico e orchico incluso e se vogliamo anche in aramaico.

Sono sincera, è stato molto sconfortante ma sono talmente cocciuta che quando comincio una cosa io la voglio anzi la devo finire. E pazientemente cambio l'ennesimo ago, l'ultimo della mia scorta e incrocio le dita che anche lui non prenda il volo ma ancora nulla. Il filo continua ad arricciarsi e la singer continua a fare un rumoraccio. Inizio a chiedermi come riuscirò a fare la fase quilting ç___ç

Poi mi si è accesa la lampadina o forse uno dei miei neuroni si è svegliato. Ma forse forse ci dovrei mettere un po' di olio???
Conclusione: come perdere mezza giornata quando bastava solo un po' di olio.

Risultato: Ecco la mia bellissima maxi borsa porta lavoro, rigorosamente in stile patchwork come la volevo io, con delle stoffine dai toni delicati e un accenno di rosa pallido. Ho rispolverato la stessa tecnica delle stoffe in verticale usata per i copri agenda e ho quiltato tra una striscia di stoffa e l'altra per dare con la trapuntatura un tocco in più.



Sul blocco anteriore o fissato con la fliselina una finta tasca e ho aggiunto delle decorazioni (un bottone in legno, nastro e pizzo) e  un applique ispirato alla mia Nana che devo ripassare con un punto filza.



Per arricchirla in modo sobrio ho aggiunto dei bottoni in legno sui lati dove è fissata la tracolla.



Al suo interno ho creato delle tasche dove mettere aghi, spolette e tutto ciò che può servirmi, compresa una mega tasca per i gessetti ed eventualmente qualche libro o rivista. Ma ve le mostrerò più avanti che vi ho già tediato abbastanza. Ora torno in poltrona ad ultimare il mio primo ricamo.
Un abbraccione!
Fabiola




6 commenti:

  1. Complimenti, è bellissima!
    Quando la mia Singer fa i dispetti, mi viene subito l'ansia... guai se dovessi fare a meno di lei!
    Un bacione
    Laura

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  2. ah ah.. mi hai fatto morire... sei troppo forte!!! Ma potevi chiedere prima di fare tutte quelle prove, quando senti rumori strani quasi sempre centra la mancanza d'olio che di conseguenza fa ingrippare tutto quanto, il filo non scorre come dovrebbe e prammmmmmm si rompe l'ago!! Beh per la prossima volta lo sai hi hiiiiii... Scherzi a parte quando succedono ste cose viene sempre un po l'ansia che ci sia un problema grosso alla macchina..
    Bella la tua borsa e immagino ci staranno un sacco di cosine utili, pronta da portarti appresso, utile davvero, non come me che presa dal marasma dei preparativi non ho preparato niente per me, sig sig, così sono via senza neppure un ricamino, che rabbia!!!
    un bacione stella
    ciao ciao
    Rosy

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  3. Hai decisamente ragione, se chiedevo magari non avrei perso una giornata e evitavo di infilzarmi un occhio ahahahah
    La prossima volta ci metto una bottiglia di olio carapelli XD

    Disavventure a parte, oltre che bella è spaziosissima e ci entra veramente l'impossibile (anche la Nana)

    Grazie per i complimenti ragassuole! Smakkete!

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  4. Potrei benissimo averlo scritto io questo post. Non tanto per il volo dell'ago che per ora mi manca ma per quelle giornate no in qui la macchina fa rumori inquietanti, il filo si arriccia, l'ago si spezza e le parolacce abbondano. Momenti di puro sconforto in cui mando a quel paese la macchina (come se mi capisse...) e mollo tutto.

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    Risposte
    1. Parliamo con gli oggetti inanimati costantemente: aghi, spolette, ecc...
      Comunque questa è stata la volta in cui veramente ho rischiato di restare cecata. Mi è andata bene o facevo Capitana Harlock la vendetta altro che 3D :)

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